Obiettivo Cinque – I giorni ad Atene | Cercasi videomakers

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Obiettivo Cinque – I giorni ad Atene | Cercasi videomakers

Oggi vi voglio parlare di un progetto ideato da due ragazzi, Chiara e Alessandro, nato dal desiderio degli stessi di vivere personalmente per poter poi raccontare quella che è la reale situazione della Grecia in questo momento.

Per riuscire in questa impresa i due hanno deciso di partire per Atene per raccogliere informazioni e materiale che serviranno poi per poter realizzare una testimonianza completa del loro viaggio attraverso un racconto che avverrà tramite video, fotografia e scrittura.

In questa intervista vi spieghiamo meglio di cosa si tratta…

Presentatevi

Io sono Chiara Scolastica Mosciatti e da una vita faccio più o meno sempre quello che mi pare, perché è l’unica cosa che mi riesce bene e io credo nella qualità come fattore concorrenziale per uscire dalla crisi economica. Il cartonato che vedete al mio fianco è del mio compagno di viaggio Alessandro Agea, uno strano esemplare di grillino pacifista piuttosto asocial network.

Parliamo ora del vostro progetto: allora il prossimo 11 Aprile partirete per la Grecia per realizzare il progetto:  “Obiettivo Cinque – I giorni ad Atene”. Di cosa si tratta esattamente e come è nata questa idea?

Vogliamo produrre del materiale documentario sulla Grecia, entrata nell’immaginario collettivo come caso spaventoso, ma trattata con superficialità  e discontinuità dai nostri Tg. Fin dall’estate scorsa io e Ale parlottavamo di andare a vedere che cosa sta accadendo ad Atene; il silenzio in merito, calato a piombo in Italia fin dall’inizio del 2012, ci aveva  allarmato. Lo sciopero generale greco del 20 febbraio scorso, seguito e documentato in tempo reale da The Guardian, ci ha colpito fin dalle durezza delle rivendicazioni presenti nei cartelli, ma anche per la presenza di Amnesty International e per la moltitudine di categorie che vi hanno aderito. Abbiamo prenotato l’aereo, e poi abbiamo scritto questo progetto, il cui titolo chiama in causa la programmazione Europa 2020, che ha come obiettivo 5 una massiccia riduzione della povertà nei paesi della comunità europea. I dati Eurostat, che riportiamo anche nella premessa del progetto, delimitano e definiscono bene questa povertà. I numeri sintetizzano una complessità di ragioni politiche, sociali, culturali e finanziarie, nazionali e internazionali, che vorremmo provare a comprendere almeno un po’, collegandovi delle immagini e delle storie. Da qui il progetto di ricerca, nel quale identifichiamo alcuni temi specifici con relativi casi di studio (dalle infrastrutture faraoniche ed ora abbandonate delle Olimpiadi del 2004, allo stato di salute degli spazi urbani, sia quelli della cultura che quelli della socialità generale, fino al peso delle ONG nell’assistenza sanitaria…)

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Nel vostro progetto si legge che il lavoro si svilupperà attraverso 3 media, su 3 diversi livelli di narrazione e 3 focalizzazioni, ovvero: video, fotografia e scrittura.

Come mai questa scelta e qual è il risultato che vorreste ottenere?

Dietro a questa architettura c’è una riflessione sul messaggio veicolato da ogni media, sul tipo di fruizione ad essi sotteso, sul grado di immedesimazione che suscitano. Ogni raffigurazione è parziale, ogni punto di vista è esclusivo ed ogni storia individua un soggetto. Noi vorremmo produrre più stimoli, più partecipazioni, più narrazioni possibili. E mettere tutto ciò in un ordine tale per cui ogni prodotto anticipi quello successivo, senza però che tale consequenzialità ripeta i temi trattati. E allora sperimenteremo più forme di comunicazione che possiamo, dalla pubblicitaria alla giornalistica alla metaforica. Il nostro fine ultimo è la pubblicazione di un diario fotografico, ma prima abbiamo pensato ad una mostra itinerante e personalmente io vorrei realizzare anche uno spettacolo teatrale, perché il teatro è il mio mondo, sia come attrice che come autrice, e so per certo che il coinvolgimento nato in una platea è il più forte di tutti. Il mio battesimo teatrale è avvenuto sul palco del Loop di Perugia nel 2009 e al Loop di Perugia voglio ritornare.

So che siete alla ricerca di un videomaker che vi accompagni in questa avventura. Mi sembra l’occasione giusta per fare un appello allora: chi state cercando esattamente e dove possono contattarvi se interessati?

Stiamo cercando un videomaker, che magari riesca ad essere indipendente con l’audio. Punto. Non poniamo limiti, perché significherebbe circoscrivere le sensibilità, dettare un profilo professionale che non possiamo e non vogliamo definire. Sappiamo che il contributo video sarà innanzitutto l’apripista, quello che con velocità, ironia e curiosità dovrà agganciare gli occhi più attenti e più esigenti sul tema del viaggio ad Atene.
I nostri contatti sono:

chiarascolastica.mosciatti@gmail.com
 alessandro.agea@gmail.com

Siamo entrambi su Facebook con gli stessi nomi.

Ultima domanda di routine: ci suggerite una canzone da ascoltare alla fine di questa intervista? Senza litigare mi raccomando…

Allora, visto che il cartonato di Ale mi ha lasciato tutta questa libertà di espressione, anche se so che non apprezza i miei gusti me ne frego e scelgo senza esitazione alcuna “Venga il tuo regno” del giovanissimo siciliano Antonio DiMartino, perché seppur i laureati aspettano di lavorare, i lavoratori aspettano di morire, e gli uomini neri vengono pescati morti dal mare, mi piace davvero tantissimo l’idea che nonostante tutto nelle nostre stanze ci siano ancora almeno trenta cieli.

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