Illustrazione

“Bookstee”, i tuoi libri vicino al cuore | Intervista

Avete mai provato a pensare ai 10 titoli dei vostri libri del cuore? Elena e Giulia, co-fondatrici di Bookstee lo hanno fatto ed è proprio da qui che è nata la loro idea: trasformare semplici t-shirt in uno scaffale d’oro dove “riporre” i propri libri preferiti!

Il progetto si è allargato ed ora sono in quattro italianissimi, ma sparpagliati in giro per il mondo! Li abbiamo contattati e ci siamo fatti spiegare come possiamo avere anche noi la nostra Bookstee  personale ed è semplicissimo!

Partiamo dalle presenzazioni… 

Siamo in quattro, tutti italiani, tutti sulla trentina e tutti sparsi in varie parti del globo.

Elena, une delle co-founder nonché la designer che illustra tutte le bookstee, vive a Wellington in Nuova Zelanda e trascorre il suo tempo libero vestendosi con abiti d’epoca e ballando lo swing.

Giulia, l’altra co-founder nonché -come lei ama definirsi- la “troublemaker” del gruppo, vive a Auckland -sempre Nuova Zelanda- dove lavora in una libreria che vende edizioni rare e scrive il suo secondo libro. Nel tempo libero, Giulia impara a suonare l’ukulele.

Anche Alessio, digital strategist del team, vive a Auckland, dove si occupa di online marketing e riempie il suo comodino di biografie di musicisti. E sì, ovviamente la musica è la sua più grande passione.

Da quando è arrivato Francesco, infine, bookstee ha acquistato una vera organizzazione interna: prima era tutto un ballare lo swing e suonare l’ukulele! Francesco, che si occupa della logistica, è un fotografo che vive a Genova e nel tempo libero si dedica al teatro.

05

Ci raccontate com’è nato Bookstee?

Bookstee è un giramondo: è nato tra Berlino e Stoccolma e poi ha deciso di fare un viaggio di due giorni, di sbarcare in Nuova Zelanda ma di continuare a fare il pendolare con Genova. Mica male, no?

Tutto ha avuto inizio con il progetto “Scaffale d’oro” che Giulia aveva lanciato nel suo blog, chiedendo ai suoi lettori e amici di mandarle una lista dei loro dieci libri preferiti (ma quelli preferiti davvero, quelli che si leggono e rileggono, quelli su cui si piange, quelli per cui si è stati svegli la notte a leggere…), quelli che -appunto- avrebbero inserito su uno scaffale d’oro.

Elena, oltre alla lista, ha spedito a Giulia anche una stupenda illustrazione dei suoi libri impilati l’uno sull’altro. Elena e Giulia si sono guardate -virtualmente, visto che abitavano rispettivamente a Stoccolma e Berlino- e hanno pensato che sarebbe stato bellissimo avere i propri libri disegnati su una t-shirt.
Alessio si è occupato della parte tecnica, Francesco ha preso in mano la logistica…e il resto è storia!

Senza pensarci troppo: diteci tre cose che vi piacciono. 

Elena: sedere in lavanderia mentre la lavatrice gira, un balboa perfetto ballato su Minor Swing a tarda notte, un mojito al lampone.
Giulia: le dediche vecchissime all’interno dei libri, gli alberi genealogici, la cronaca nera e le tazzine gialle (sono quattro…va bene lo stesso?).
Alessio:  cambiare lo status quo delle cose, ascoltare musica senza fare altro, guardare documentari sulla storia di band, album e generi musicali.

04

Cosa possiamo fare noi lettori per assicurarci la nostra Bookstee personalizzata con i titoli dei nostri libri preferiti?

È davvero molto semplice: è sufficiente visitare il nostro store su Etsy (visita lo store qui), acquistare una maglietta e mandarci la lista attraverso un messaggio privato (o una mail o un messaggio in Facebook o segnali di fumo o piccioni viaggiatori).

A quel punto, una volta che il procedimento è finalizzato, potete sdraiarvi sulla vostra amaca a sorseggiare cocktail fino al momento in cui il postino suonerà alla vostra porta. DLIN DLON!

03

Beh a questo punto vogliamo sapere quali sono i titoli che avete scelto per le vostre personali t-shirt!

Elena
-Il giardino segreto, F.E.H. Burnett
-Bar sport, Stefano Benni
-L’importanza di chiamarsi Ernesto, Oscar Wilde
-Jack Frusciante è uscito dal gruppo, Enrico Brizzi
-La coscienza di Zeno, Italo Svevo
-Il Signore degli Anelli, J.R.R. Tolkien
-Preghiera per un amico, John Irving
-Orgoglio e pregiudizio, Jane Austen
-Il buio oltre la siepe, Harper Lee
-Il giovane Holden, J.D. Salinger
-Il grande Gatsby, F.S. Fitzgerald
-Guida galattica per autostoppisti, Douglas Adams

Giulia
-Il Piacere, Gabriele D’Annunzio
-Cent’anni di solitudine”, Gabriel García Márquez
-Il grande Gatsby, Francis Scott Fitzgerald
-Il nome della rosa, Umberto Eco
-Il Gattopardo, Giuseppe Tomasi di Lampedusa
-Il diavolo in corpo, Raymond Radiguet
-Il giardino dei Finzi Contini, Giorgio Bassani
-Norwegian Wood, Haruki Murakami
-Il Giovane Holden, Jerome David Salinger
-Molto forte, incredibilmente vicino, Jonathan Safran Foer
-La coscienza di Zeno, Italo Svevo

Alessio
-On Some Faraway Beach : The Life and Time of Brian Eno, David Sheppard
-David Bowie Is… , Victoria Broackes, Geoffrey Marsh
-Nine Inch Nails. Niente mi puo’ fermare, Giovanni Rossi
-Ctrl Alt Delete, Mitch Joel
-The Icarus Deception, Seth Godin
-Whatcha Gonna Do With That Duck? , Seth Godin
-Stop Stealing Dreams, Seth Godin
-For The Record, Many Ameri and Torsten Schmidt
-Depeche Mode : Monument, Sascha Lange and Dennis Burmeister
-The Monocle Guide To Better Living, Monocle

10

Prima di salutarci ci suggerite una canzone da ascoltare alla fine di questa intervista?

Elena: “Oh My God” di Ida Maria
Giulia: “La Mer” di Charles Trenet
Alessio: “We’re In This Together” dei Nine Inch Nails

Ringrazio i ragazzi di Bookstee per averci dedicato un pò del loro tempo!

www.bookstee.com – Facebook

0

Davide Bonazzi | Intervista

Oggi torniamo a parlare di illustrazione e lo facciamo in compagnia di Davide Bonazzi.

Illustratore di talento, Davide ha già lavorato per nomi importanti come Boston Globe, Scientific American, L’Espresso, Greenpeace e molti altri.

Qui di seguito trovate una piccola intervista e una selezione di alcuni suoi lavori, ma se siete curiosi di vederne anche altri li potete trovare sul suo sito www.davidebonazzi.com.

Prima però leggete quello che ci ha raccontato…

Partiamo dalle presentazioni…

Mi chiamo Davide Bonazzi, ho 29 anni e faccio l’illustratore. Vivo e lavoro a Bologna.

Daniele Bonazzi - Scientific American magazine Health column - Diagnosing Alzheimer's

Scientific American magazine Health column – Diagnosing Alzheimer’s

In che modo l’illustrazione è entrata nella tua vita? 

Disegno da quando ero bambino, per me disegnare è sempre stata la cosa più bella del mondo, tuttavia sono arrivato all’illustrazione relativamente tardi. Dopo il liceo classico e la laurea in Lettere moderne non sapevo bene che direzione prendere, la mia passione continuava ad essere il disegno e nonostante all’epoca non sapessi bene cosa fosse l'”illustrazione” (sognavo piuttosto di diventare un autore di fumetti) mi iscrissi a un corso serale allo IED di Milano. Successivamente mi sono diplomato all’Accademia di Belle Arti di Bologna nel biennio di Illustrazione per l’editoria, e nel frattempo sono arrivati i primi lavori. 

Senza pensarci troppo: dicci tre cose che ti piacciono.

Giocare, l’estate, New York.

Materiali e tecniche di disegno sono veramente tantissime: tu quali utilizzi ed in che misura il computer interviene nei tuoi lavori?

Inizio facendo qualche schizzo a matita, tanto per chiarirmi le idee, ma realizzo i miei lavori interamente in digitale, dai bozzetti fino all’immagine definitiva. Uso anche textures create passando allo scanner oggetti di vari materiali (legni, carte da pacchi, tessuti,…). Mi piace lavorare al computer, trovo che la possibilità di fare mille modifiche al disegno dia molta libertà creativa. L’aspetto negativo è che si perde l’aspetto “artigianale” e manuale del lavoro.

The Wall Street Journal - A New Way to Clean Old Money

The Wall Street Journal – A New Way to Clean Old Money

Daniele Bonazzi - Eve-icted

Eve-icted

Kidnapping

Kidnapping

Come definiresti il tuo stile?

Concettuale, immediato, evocativo. Cerco di unire un’efficace metafora concettuale con uno stile che faccia leva sull’emotività del lettore, non so se ci riesco sempre.
Qual è, ad oggi, il tuo desiderio più grande in ambito professionale?
Continuare quello che sto facendo adesso, il lavoro di illustratore editoriale, e a tempo perso concretizzare alcuni progetti illustrati personali. Una cosa che mi renderebbe davvero contento sarebbe poter collaborare in qualche modo con le mie icone musicali e cinematografiche preferite, dai Fratelli Coen a Elio e le Storie Tese
Avrei anche altri fumosi sogni nel cassetto quali realizzare un cortometraggio animato e una graphic novel, ma come diceva Pasolini, perché realizzare un’opera quando è così bello sognarla soltanto?
Daniele Bonazzi - Motivations

Motivations

Ménière's disease

Ménière’s disease

Daniele Bonazzi - Alone

Alone

Daniele Bonazzi - Lucio Dalla

Lucio Dalla

Ci suggerisci una canzone da ascoltare alla fine di questa intervista?

Weird Fishes dei Radiohead.

Ringrazio Davide per averci dedicato un pò del suo tempo!

LINK

www.davidebonazzi.com

0

Mirella Nania | Intervista

La protagonista dell’intervista di oggi si chiama Mirella Nania ed è un’illustratrice.

Nel suo lavoro si uniscono diverse tecniche, da quelle digitali a quelle più classiche e tradizionali, raggiungendo dei risultati che sono la perfetta fusione tra queste.

Ambientazioni tra sogno e realtà, atmosfere surreali caratterizzano molto spesso le illustrazioni di Mirella e sicuramente ve ne renderete conto dando un’occhiata ai suoi lavori qui di seguito o visitando il suo portfolio su www.mirellanania.com.

Ma prima leggete quello che ci ha raccontato…

Presentati:
Sono un’illustratrice, grafico, anni 32. Vivo in un piccolo paesello adagiato sulle colline del cosentino. Insieme a mio marito gestisco uno studio (www.tychostudio.it) col quale lavoro ad illustrazioni su commissione per la stampa, copertine di dischi, pubblicità e, quando ho la fortuna di avere tempo, mi occupo dei miei lavori personali.

mirella 6

In che modo l’illustrazione è entrata nella tua vita?
Disegno e scarabocchio fin da bimba. Ho sempre avuto il pallino di creare mondi tutti miei, e il disegno costituiva un buon modo per farlo. Gli studi all’accademia di belle arti mi hanno sicuramente permesso di affinare il tratto, ma col diffondersi dei nuovi programmi digitali di manipolazione ho iniziato un nuovo processo di sperimentazione fai-da-te che prevede un mix di media.

Senza pensarci troppo: dicci tre cose che ti piacciono.
Le cose che durano, i gomiti bagnati di ringhiera quando fuori ha smesso di piovere e decidi di stare in balcone e i film. I bei film.

mirella 3

mirella 4

Materiali e tecniche di disegno sono veramente tantissime: tu quali utilizzi ed in che misura il computer interviene nei tuoi lavori?
La tecnica di cui mi avvalgo per creare credo sia una giusta miscela tra la composizione a mano e digitale. Attingo da ritagli di vecchie riviste (sono amante dei rigattieri e degli oggetti vintage ), dai miei disegni a mano, dal mio archivio di immagini digitali, per arrivare a photoshop… Ritaglio, scansiono e compongo.

Come definiresti il tuo stile?
Mixed media.

mirella 8

mirella 7

Qual è, ad oggi, il tuo desiderio più grande in ambito professionale? (cosa ti renderebbe davvero felice ora, il tuo sogno nel cassetto…).
Il mio desiderio più grande ora sarebbe quello di vedere esposte le mie illustrazioni in movimento. Una sorta di esposizione di gif. Qualcuno vuol supportare questo schiribizzo?  😉

mirella

Ci suggerisci una canzone da ascoltare alla fine di questa intervista?

La mia canzone più cara: Mercury Rev – Holes

Un ringraziamento a Mirella per averci raccontato qualcosa di sè.

www.tychostudio.it  //  Facebook  // www.mirellanania.com

0

Ale Giorgini | Intervista

Tornano le interviste di Gianna Magazine e per cominciare vi presento Ale Giorgini, illustratore.

I disegni che trovate di seguito sono una piccola selezione dei lavori di Ale e ognuno di questi “racconta” un film, o una serie tv, tra i più famosi.

Questi disegni colpisco subito per la loro efficacia comunicativa: in una sola immagine si riesce a cogliere immediatamente il riferimento al film in questione, nonostante i personaggi siano disegnati da Ale in maniera del tutto personalizzata, attraverso il suo stile caratteristico, molto geometrico e incisivo.

Dei piccoli capolavori insomma!

Per vedere anche tutti gli altri suoi lavori vi consiglio di visitare il suo sito www.alegiorgini.com e di seguire la sua pagina Facebook.

Ma prima leggete quello che ci ha raccontato….


Presentati.

Mi chiamo Ale Giorgini, sono nato 37 anni fa a Vicenza, dove tutt’ora vivo. Lavoro come illustratore (Warner Bros., Sony Pictures, MTV, Emirates, Vibe Magazine, Kinder Ferrero, G+J/Mondadori, Gruppo L’Espresso, Saldapress) e ogni mese pubblico i miei fumetti su alcune testate (La Repubblica XL, Focus Wild, Focus Junior, The Walking Dead).

Print

In che modo l’illustrazione è entrata nella tua vita?

C’è sempre stata: il mio primo ricordo è di quando da piccolissimo disegnavo sul tavolo della cucina mentre mia mamma cucinava o sistemava casa. Riempivo decine di fogli ogni giorno. Poi, la vita, mi ha portato a non poter seguire studi artistici e quindi sono diventato quello che si dice un “autodidatta”. Ho imparato quello che so grazie al fatto di essere molto curioso.

Senza pensarci troppo: dicci tre cose che ti piacciono.

Il mare, la pizza, il mio cane.

Print

kill bill

Materiali e tecniche di disegno sono veramente tantissime: tu quali utilizzi e in che misure il computer interviene nei tuoi lavori?

Lavoro molto con la matita, con la quale studio il soggetto da realizzare. Una volta scansionato lo sketch, lavoro completamente in digitale.

Come definiresti il tuo stile?

Non c’ho mai pensato, ma c’è chi l’ha fatto per me: geometric retro style. Così l’ha definito qualche mese fa un blogger americano. Geometrò per gli amici.

backtothefuture

Basic RGB

Print

Print

Qual è, ad oggi, il tuo desiderio più grande in ambito professionale?

Ne ho realizzati davvero tanti negli ultimi mesi, alcuni inaspettati. Continuare sempre a divertirmi come riesco a fare oggi: questo probabilmente è il mio desiderio più grande.

Ci suggerisci una canzone da ascoltare alla fine di questa intervista?

Certo, questa:

Un ringraziamento ad Ale per averci dedicato un pò del suo tempo!

www.alegiorgini.com  Facebook Ale Giorgini

 

0

RACOON STUDIO – Intervista ai creatori di “MO TE LO SPIEGO”

Sono davvero contenta di presentarvi oggi un gruppo di giovani creativi che personalmente apprezzo davvero tantissimo!

Racoon Studio è il nome della loro società e loro si occupano di motion graphics, character animation e produzione video. I loro lavori sono sempre realizzati con cura e attenzione ai dettagli, con professionalità e genialità.

La qualità del loro lavoro è evidente e potete rendervene conto dando un’occhiata al loro sitouna testimonianza del fatto che le cose fatte per bene alla fine vengono sempre riconosciute e apprezzate!

Ultimamente si sono fatti notare in rete grazie alla serie “Mo Te Lo Spiego….zollette di sapere, nel tempo di un caffè”, di cui parleremo più avanti nel corso dell’intervista…

Presentatevi:

Racoon Studio è formata da un nucleo centrale formato da Riccardo Galimberti, 31 anni, milanese doc, project manager e socio fondatore insieme Pietro Polentes classe 77, art director, udinese verace ma milanese d’adozione, Stefano Goitre, 31, regista e autore da Torino ( come non si stanca mai di sottolineare) e Raffaella Galimberti, 42 anni, sorella di Riccardo e mamma adottiva dello studio, e una rete di professionisti e collaboratori che negli anni hanno creato un continuativo e stabile gruppo di lavoro

Come è nato Racoon Studio?

Racoon nasce nel 2004 da Riccardo e Pietro che iniziano a lavorare insieme come gruppo di freelance. Nel 2006 nasce la società vera e propria, che sceglie come mascotte il procione, Racoon in inglese.

Perché il procione? perché è furbo, vivace, intelligente e curioso e, particolare non trascurabile, fruga sempre nella monnezza…e con questo troviamo una certa affinità…

rovistiamo nel cassonetto delle idee, le disegnamo, le animiamo, ne mettiamo assieme i pezzi e le ributtiamo via se necessario… ma da un paio di bucce di banana e una lattina di birra vuota può venire fuori di tutto.

Voi vi occupate prevalentemente di motion graphics, character animation e produzione video e visitando il vostro sito è possibile vedere i tanti lavori da voi realizzati, tra i quali spuntano fuori anche diversi nomi di aziende molto prestigiose. Siete bravi, questo è evidente e per fortuna che ancora la qualità a volte viene giustamente riconosciuta e ricompensata!

Quali sono secondo voi i punti di forza del vostro lavoro?

Data la nostra passione, garantiamo qualità altissima in ogni tipo di progetto,riuscendo a stare in tempi di produzione stretti e mantenendo budget limitati data la natura agile della nostra struttura .

Senza pensarci troppo: diteci tre cose che vi piacciono (tre a testa o tre in comune: senza litigare però!).

Riccardo: Mia figlia Cora, il rock n’roll e le esplosioni nei film d’azione.

Pietro: Dipingere il writing,  l’hip hop ( quello vero ) e un bicchiere bevuto insieme agli amici.

Stefano: i beatles, il calcio e la giacca con cravatta.

Tra tutti i vostri lavori, quello che ultimamente sta riscuotendo sicuramente una grande visibilità in rete è la serie “Mò te lo spiego…zollette di sapere, nel tempo di un caffè”.  Attualmente sono 2 gli episodi da voi realizzati, un riguardo l’elezione di Papa Francesco e il secondo sull’elezione del “nuovo” Presidente della Repubblica: animazioni di circa 3 minuti, il tempo di un caffè appunto, durante i quali spiegate e informate lo spettatore riguardo un dato argomento in maniera semplice e ironica, ma fornendo informazioni vere e precise al riguardo. 

Ci raccontate un po’ com’è nato questo progetto e quanto lavoro c’è dietro la realizzazione di ogni episodio?

Siamo stati per per anni lontani da progetti autoprodotti, fino a quando abbiamo deciso di prenderci un po’ di tempo per noi e tornare a divertirci realizzando qualcosa che fosse totalmente realizzato, gestito e amato da noi…

Lo scopo fondamentale di Motelospiego è quello di raccontare e spiegare un argomento tramite le nostre capacità tecniche di animazione e motion graphics. Il tutto con ironia,cercando quindi di far divertire i nostri spettatori ma non tralasciando la qualità tecnica e anche il valore di “insegnamento” che le pillole possono dare.

Per ogni episodio ci sono voluti circa 3 settimane di produzione, ma naturalmente ci è capitato di dover modificare alcuni passaggi in fase di realizzazione, trattandosi di eventi che seguivamo praticamente live.

Un lavoro un po’ stancante e in continua evoluzione ma molto gratificante man mano che vediamo nascere il progetto…siamo sinceri, è una figata lavorare divertendosi!

Continuerete ancora a spiegarci un sacco di cose, vero?! Non diteci di no…

Assolutamente, Mo te lo spiego continuerà a spargere le sue zollette di sapere ancora per un bel po’!

Ci suggerite un bel video musicale da guardare alla fine di questa intervista?

Un classicone che ancora ci fa tremare per la sua estetica a dir poco perfetta:  Bjork, “All is full of love” del maestro Chris Cunnigham (anche se qualcuno metterebbe November Rain dei Guns’n Roses, con l’aggiunta di una piccola esplosione finale).

Grazie mille a Racoon Studio per la disponibilità!

Seguiteli su:

Facebook 
“Mo Te Lo Spiego….zollette di sapere, nel tempo di un caffè” 
Racoon Studio (sito) 
Twitter

0

Evelina Floris | Intervista

Nell’intervista di oggi vi voglio presentare Evelina Floris, un’illustratrice davvero talentuosa.

Protagonista dei suoi lavori è sicuramente il mondo femminile, come lei stessa ci ha raccontato: un mondo delicato, vanitoso e malizioso, ma anche ironico e spensierato.

Di seguito trovate una piccola selezione dei suoi lavori e l’intervista in cui Evelina ci racconta qualcosa di sè…

Presentati:

Sono Evelina, ho 31 anni vivo a Como e faccio l‘illustratrice.

In che modo l’illustrazione è entrata nella tua vita?

Fin da piccola mi è sempre piaciuto disegnare. Ho studiato disegno per tessuti a Como fino ad arrivare a specializzarmi in Illustrazione allo IED di Milano.

Una volta terminato gli studi é stato determinante per il mio lavoro l’incontro con lo Stylist Sergio Colantuoni.

Con lui ho collaborato all’allestimento di diversi eventi legati alla moda e questo mi ha portato a spostarmi spesso e conoscere persone che lavorano nel settore.

Adesso invece lavoro per l’agenzia 2DM di Milano.

Evelina-Floris3

Senza pensarci troppo: dicci tre cose che ti piacciono.

Il mio bimbo di 10 mesi, la mia terra di origine la Sardegna e ballare!

Evelina-Floris6

Materiali e tecniche di disegno sono veramente tantissime, partendo da quelle tradizionali e arrivando fino a quelle digitali: tu quali utilizzi ed in che misura il computer interviene nei tuoi lavori? 

Disegno principalmente a mano libera, utilizzando tratto pen, pennelli, acrilici, olio, carte colorate, ma la maggior parte dei disegni li ritocco o coloro direttamente con Photoshop… dipende un po’ dal tipo di lavoro: il digitale per le riviste e la pubblicità per me è ottimo per i libri invece utilizzo matita e colori materici:  per esempio a breve uscirà un libro per la casa editrice ELI di cui ho realizzato le illustrazioni e sono completamente realizzate a mano.

Nel tuo lavoro cos’è che solitamente ti ispira di più? Esistono delle tematiche più ricorrenti di altre nei tuoi disegni?

Mi piace riprendere la figura femminile e giocare con le sue forme, esagerare su alcuni dettagli  esaltandone l‘eleganza e l’ironia con abiti romantici e tacchi alti che la rendono ancora più femminile.

Evelina-Floris4

Qual è, ad oggi,  il tuo desiderio più grande in ambito professionale? 

Mi piacerebbe molto lavorare in uno studio con diverse figure professionali con cui avere scambi e collaborare; darebbe un sacco di nuovi stimoli!

Ci suggerisci una canzone da ascoltare alla fine di questa intervista?

Dalla colonna sonora di Pina Baush “Lilies of the valley” di Jun Miyake.

Un ringraziamento a Evelina per averci dedicato un pò del suo tempo.

Vi sono piaciuti i suoi disegni? lasciate un commento…

0

Angela Perrini | Intervista

Partiamo oggi su Gianna Magazine con una nuova sezione dedicata all’illustrazione in tutte le sue forme e sfaccettature.

Se siete illustratori e vorreste segnalarci i vostri lavori, scrivete a info@benedettagianna.com!

Nell’intervista di oggi, vi presento con molto piacere Angela Perrini, illustratrice, i cui lavori mi hanno colpito fin dal primo sguardo, scatenando nei miei pensieri i ricordi di “me bambina”.

Come lei stessa ci racconta, nei suoi disegni crea delle atmosfere di fantasia, ispirate però da situazioni reali.

Potete trovare Angela e i suoi lavori leggendo il suo blog Rose nell’insalata o tramite il suo album su Flickr. Potete seguirla anche su Facebook e Twitter.

Presentati:

Sono Angela , ho 26 anni e vivo a Putignano, in provincia di Bari e sono un’illustratrice.

In che modo l’illustrazione è entrata nella tua vita? 

Ufficialmente sono un’illustratrice da poco più di un anno, quando ho concluso il mio corso di illustrazione presso la Scuola Internazionale di Comics a Roma. Accanto a questo percorso “guidato” , però, penso ci sia necessariamente un costante approfondimento da autodidatta, una curiosità dilagante da assecondare. Poi, inconsapevolmente ho

illustrato, bene o male, da sempre. C’è stata una ricerca continua verso qualcosa a cui ho dato un nome non troppo tempo fa, a fin dei conti.

Senza pensarci troppo: dicci tre cose che ti piacciono.

L’autunno, il cioccolato, camminare ( in compagnia di musica ).

Materiali e tecniche di disegno sono veramente tantissime: tu quali utilizzi ed in che misura ilcomputer interviene nei tuoi lavori?

Di solito uso tecniche tradizionali. Per la maggior parte dei miei lavori utilizzo gli acrilici, ma quello che mi piace fare è mischiare , anche un po’ istintivamente le tecniche e i materiali. Lo trovo molto divertente. Diciamo che sul podio metterei acrilici, acquerelli e matite.

Il digitale, rappresenta comunque, uno strumento a cui , ormai, non rinuncerei. Lo trovo essenziale per i ritocchi e stimolante per le tante possibilità di creare che offre.

Come definiresti il tuo stile?

In evoluzione. Una definizione assoluta proprio non riesco a trovarla, sento che quello che faccio ha connotati mobili che però si proiettano, almeno per ora, verso sensazioni di cui tento di catturare le suggestioni come ad esempio una delicatezza malinconica, una ribellione decisa ma non violenta verso le “cose che non mi piacciono”, rifugio in mondi diversissimi o molto simili a quello reale, ma in cui un ruolo fondamentale lo gioca la fantasia. La realtà della fantasia, quindi. Una realtà … più imprevedibile.

Ci sono degli illustratori che più di altri pensi abbiano influenzato e ispirato il tuo modo di disegnare?

Sì , certamente. Il mio primo amore è rappresentato sicuramente dai lavori di Rebecca Dautremer. Crescendo, poi, ho scoperto linguaggi così diversi e affascinanti da cui lasciarsi influenzare, che ad elencarli tutti sarebbe un compito che mi metterebbe in seria difficoltà. C’è davvero un mondo meraviglioso da cui attingere a piene mani.

Aggiungo , però, che di solito mi distacco dall’illustrazione per trovare ispirazione,perché a volte è come boccone già masticato (scusate l’immagine poco gradevole) e non da te. Trovare le fonti da cui trarre le suggestioni primarie è più interessante e lascia più libertà d’azione nel rielaborarle. Direi che sono due modi di studio di un’illustrazione che cerco di far andare a pari passo.

Qual è, ad oggi, il tuo desiderio più grande in ambito professionale? 

Allora, vediamo… direi per cominciare, creare uno di quei libri che rimangano nel cuore e nella mente, uno di quei libri che in un modo o nell’altro accompagnano nell’arco di un’intera vita, che sia bizzarro e intenso.

Poi, però,i miei sogni nel cassetto, sono sogni a matrioska in cui non c’è mai l’ultima e dove le grandezze delle matrioske sono inversamente proporzionali alla grandezza e alla fattibilità dei sogni. Direi che di lavoro ne ho da fare !

Ci suggerisci una canzone da ascoltare alla fine di questa intervista?

Sorglega- Sigur Ros

Grazie mille ad Angela per averci raccontato qualcosa di sè.

Blog – Flickr – Facebook – Twitter

0