Gabriele Cappello | Intervista

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Gabriele Cappello | Intervista

Rieccoci con una nuova intervista, oggi in compagnia di Gabriele Cappello.

Le sue fotografie raccontano quello che vedono i suoi occhi (ovvio!), ma inteso nel senso che sfogliandole si ha come l’impressione di vivere la sua vita, di conoscerlo.

Non si tratta di situazioni particolari, fuori dal normale, di quelle che hanno bisogno di essere immortalate per forza; ma momenti di “vita di tutti i giorni”, una sorta di fotografia autobiografica.

Nell’intervista che segue Gabriele ci racconta che ha iniziato a “fare sul serio” fotografia da quasi 3 anni, ma dai risultati sembra proprio che abbia già ottima padronanza del mezzo e soprattutto una capacità compositiva chiara e precisa!

Per valutare voi stessi lo trovate sia su Flickr che su Tumblr, oppure potete visitare il suo Blog!

Ma prima leggete cosa ci ha raccontato Gabriele…

Presentati:

Mi chiamo Gabriele Cappello, ho già, ahimè, 27 anni… sono nato e cresciuto a Ragusa, vissuto un anno e mezzo a Madrid e sono a due esami dalla laurea in ingegneria informatica all’Università di Pisa. Quello che faccio nella vita… a parte far foto e sognare fotocamere costosissime… è cercare di viverla così come viene, senza troppi pensieri né rimpianti.

La fotografia nella tua vita: come e perché? 

Son sempre stato affascinato dall’arte fotografica, ma solo da relativamente poco tempo (son già passati quasi 3 anni) ho deciso di farlo “seriamente”, rimediando su eBay una vecchia Canon a rullino degli anni ’70, la mia prima reflex.  Da lì, poco a poco, con l’aiuto di internet e seguendo i lavori di centinaia di fotografi, famosi o meno, ho iniziato a riempire mensole di macchinette analogiche, polaroid e negativi.

L’anno scorso ho provato a fare il project 365, cioè scattare una foto al giorno per un anno intero. Ero costretto a portare sempre con me almeno una macchinetta e ad inventarmi qualcosa di nuovo, ogni giorno, pure se non c’avevo voglia o tempo. Beh, non è stato facile per nulla, ma ce l’ho fatta!

Cos’è che più ti affascina dell’arte fotografica?

Riuscire ad immortalare un momento, a racchiudere in un fotogramma tutte quelle sensazioni, ombre, odori, giochi di luce, per far rivivere all’osservatore la stessa atmosfera, la stessa magia che c’era nel momento dello scatto.

Ultimamente mi sto interessando anche alla fotografia da studio, quindi pure riuscire a creare nella realtà uno scatto che ho in mente, con relativa atmosfera.

Ecco, la cosa che più mi affascina della fotografia, prima di tecnica, soggetto ed inquadratura, credo sia l’atmosfera che trasmette. L’osservatore deve sentirsi dentro la scena.

Descrivici il tuo “parco macchine”

Ho un po’ di tutto. Diciamo una macchinetta per ogni tipo/formato. Ho una Polaroid a soffietto, di quelle che vanno con le pellicole “a strappo”, poi una di quelle che invece sputano fuori la foto, una Lomo a pozzetto, una 35mm a telemetro, un’istantanea della Fuji, un Diana clone… ma non voglio star qui ad annoiarvi!
Ah, e da poco ho iniziato ad usare una vecchia reflex digitale!

Una macchina per ogni tipo di risultato che voglio ottenere.

Senza pensarci troppo: dicci tre cose che ti piacciono.

Arrampicare (come sport!), ascoltare del buon vecchio blues e… mangiareeeeee! Adoro il cibo, rigorosamente salato, ad eccezione della cheese cake.

Come descriveresti il tuo modo di fare foto, il tuo stile?

Non credo ancora di avere un mio stile.

I miei scatti son attimi di vita quotidiana, ma con un’atmosfera sospesa, quasi nostalgica, quasi di contemplazione. Tutto si ferma per un istante. Sono momenti rubati, che non si ripeteranno più. Credo ci sia parecchia empatia nelle mie foto. La mia è la ricerca di quel taglio, di quell’inquadratura che riesca a mostrare la bellezza nascosta ed unica del soggetto, che sia questo un volto, una stanza, un paesaggio od un semplice oggetto inanimato.

Stai lavorando a qualche progetto in particolare in questo  momento, o hai in mente qualcosa per il futuro?

La mia testa è piena di progetti, ma al momento non credo ancora di avere la maturità né le conoscenze tecniche per realizzarli. Ma stiamo lavorando per voi!

Mi piacerebbe realizzare una serie di ritratti femminili su pellicola Polaroid 669, che in certe condizioni di illuminazione assume dei toni unici ed impareggiabili.

Segui i lavori di qualche fotografo in particolare come fonte di ispirazione?

Direi proprio di sì! Son davvero tanti, ma quelli che più mi hanno influenzato e che stimo, sono fondamentalmente Parker Fitzgerald e Lou Noble per i loro ritratti femminili “istantanei”, Théo Gosselin, per la sua capacità di scrivere con la luce, e Jan Scholz, che a mio parere, è uno dei migliori fotografi analogici in circolazione.

Cosa ti piacerebbe sperimentare in fotografia? 

Io adoro fotografare la gente, ma spesso non è facile trovare persone disposte a posare.

Mi piacerebbe avere la possibilità di realizzare degli shooting veri e proprio! Comprensivi di modella, make-up artist, location mozza fiato ed attrezzatura professionale. E magari un giorno veder pubblicato qualche mio scatto su di una famosa rivista.

Quindi direi che avrei bisogno di partecipare a qualche workshop di fotografia fashion e di gestione dell’illuminazione.

Ci suggerisci una canzone da ascoltare alla fine di questa intervista?

La prima che mi viene in mente:
Deer Tick – The Bump

Un ringraziamento a Gabriele per averci raccontato qualcosa di sè e anche per essere stato il primo fan di questo blog!

Flickr  –  Tumblr  –  Blog

Gabriele Cappello | Intervista ultima modifica: 2012-06-06T08:24:20+00:00 da Gianna
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