Nico Massa | Intervista

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Nico Massa | Intervista

Nuova intervista fotografica su Gianna Magazine. Ci farà compagnia Nicola, fotoreporter freelance, raccontandoci qualcosa di sè e mostrandoci alcuni dei suoi lavori.

I suoi sono scatti precisi e puliti: dal carattere deciso. Risultato di un occhio attento e una tecnica appropriata.

Vi consiglio di visitare il suo Sito per scoprire tutti i suoi lavori, alcuni dei quali li potete trovare anche nel suo album Flickr. Per rimanere sempre aggiornati iscrivetevi alla su Fan Page su Facebook.

Ma iniziamo con le presentazioni…

Sono Nicola, ho 29 anni e sono Cagliaritano d’adozione da 10 anni. Sono cresciuto a Guspini nella provincia del Medio Campidano. Sono un fotografo freelance e Photo Editor di Lollove Mag.

La fotografia nella tua vita: come e perché?

Ho iniziato ad immaginare quale potesse essere la sensazione di realizzare in tutto e per tutto una fotografia durante le scuole medie, quando osservavo le foto che scattavano le persone che mi stavano accanto. Ho avuto degli esempi interessanti anche in famiglia che poi alla lunga si son dimostrati formativi. Zii che vincevano concorsi su concorsi con foto d’impatto e dalla semplicità disarmante.

E’ dovuto passare qualche anno prima che mi mettessi all’opera anche io. Sei anni fa, al primo stipendio, ho comprato la mia prima reflex, la Sony alpha a100, ed ho capito che avrei dovuto continuare. Ho continuato da autodidatta, con ore perse su libri ed internet e con molta incoscienza.

Cos’è che più ti affascina dell’arte fotografica?

Rimango sempre colpito da quello che si può trasmettere con un’immagine soltanto. Quando ho insegnato i rudimenti della fotografia, ripetevo sempre che chi guarda la foto non deve capire se la foto è stata tagliata, se c’era dell’altro intorno al soggetto ripreso. Chi la guarda vuole essere impressionato positivamente o negativamente da quello che vede nella stampa o sullo schermo. E’ bravo il fotografo che colpisce con il messaggio che ha deciso di trasmettere e non suscitando il sentimento contrario.

Descrivici il tuo “parco macchine”

Io utilizzo quasi esclusivamente la mia Sony alpha 700, con i suoi 50 mm Minolta, il tele 70-200 2,8 Sigma che non tradisce mai ed il 17-70 tuttofare. Mi piace anche scattare in analogico e qui c’è da divertirsi: Minolta srT100x, Yashica 108, Polaroid Colorpack 80, Polaroid 600, Kodak Instamatic 33, Instamatic 55x, Instamatic 56x, Instamatic x15.

Non tutte vengono usate, vorrei precisarlo!

Senza pensarci troppo: dicci tre cose che ti piacciono.

Oltre la fotografia? Ok, la musica, essere in mezzo a mille progetti e sono drogato di Social Network.

Come descriveresti il tuo modo di fare foto, il tuo stile?

Mi piace pensare di essere un reporter molto attento al taglio ed alla buona fattura della foto, oltre chiaramente all’attimo giusto da catturare. Solitamente mi definisco un reporter musicale. Ho dedicato parte del mio lavoro a questo aspetto della fotografia. E’ una dimensione che sento mia, forse anche perché faccio parte di un’etichetta discografica indipendente.

Stai lavorando a qualche progetto in particolare in questo momento, o hai in mente qualcosa per il futuro?

Ho parecchi progetti in cantiere. Alcuni sono associati ad altre realtà di cui faccio parte, come Lollove Magazine, altri sono ancora top secret, sia perché ne son molto geloso e sia perché sono ancora un po’ campati per aria. Potrebbero mutare con il tempo e quando il percorso è ancora a questi livelli non me la sento di espormi. Di sicuro vorrei portare avanti un progetto che ho in cantiere e che richiede tempo: la scoperta di tutto quello che di propositivo ha sfornato la Sardegna negli ultimi anni.

Segui i lavori di qualche fotografo in particolare come fonte di ispirazione?

Faccio direttamente un elenco: Richardson, per la semplicità ed efficacia; Corbjin, per lo stile e la capacità di entrare dentro la gente; Guy Bourdin, perché fa le cose che vorrei fare io quando non mi dedico al reportage.

Cosa ti piacerebbe sperimentare in fotografia?

Come già detto nella risposta precedente, vorrei sperimentare con il patinato e con il colore deciso e saturo nelle foto di posa. Mi manca, tutto quello che ho fatto fino a questo momento fa parte di un periodo “un po’ slavato” del mio percorso fotografico. Vorrei accendere le luci e colorare i miei soggetti.

Ci suggerisci una canzone da ascoltare alla fine di questa intervista?

Visto che, come detto, faccio parte di un’etichetta discografica indipendente, non posso che suggeririvi di ascoltare un pezzo di uno dei nostri gruppi.

Vi consiglio Bee Twin Mountain degli Everybody Tesla!

Grazie Nicola per averci dedicato un pò del tuo tempo!

Sito – Flickr – Facebook

Nico Massa | Intervista ultima modifica: 2012-11-12T10:33:25+00:00 da Gianna
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