Intervista | Iacopo Navari | Videomaker

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Intervista | Iacopo Navari | Videomaker

Oggi vi presentiamo la prima intervista a videomaker di Gianna Magazine!

Se vi va di mostrarci i vostri lavori potete segnalarceli tramite mail all’indirizzo info@benedettagianna.com oppure potete iscrivervi al nostro gruppo su Vimeo e caricare lì i vostri video!

Il nostro primo ospite si chiama Iacopo Navari e questi sono gli indirizzi a cui potete trovare tutti i suoi lavori e contatti.

SitoFacebookVimeoTwitter.

Ecco quello che ci ha raccontato.

Presentati:

Ciao a tutti! Mi chiamo Iacopo, ho 28 anni e sono Toscano. Vivo nella ridente Versilia dove da anni mi dedico al videomaking, sia per quanto riguarda lavori su commissioni che per quanto riguarda progetti più personali.

Video musicali, spot, lungometraggi, corti, animazione, documentari, live, televisione… ce n’è per tutti i gusti. Tu perché hai deciso di voler diventare un videomaker e come hai iniziato? 

Sin da quando ero piccolo ho sempre amato inventare storie. Ho assimilato cinema fin dalla tenera età e a 15 anni sono entrato in possesso della mia prima telecamera.  Da li è stato tutto un susseguirsi di eventi: con il tempo ho conosciuto altre persone con la mia stessa passione realizzando i primi video “fatti in casa”. Poi decisi di iscrivermi all’università e ovviamente scelsi il corso di cienema all’Università di Pisa.  Grazie a quello ho conosciuto ulteriori persone e colleghi a cui potevo affiancarmi.

La mia carriera da videomaker è iniziata abbastanza di recente, se ci riferiamo a lavori su commissione come videoclip o spot, ma sono anni ormai che mi dedico a questo tipo di lavori. Perché ho deciso di diventare un videomaker? Perché amo l’idea di poter far vedere ad altre persone quello che vedo io, nella mia testa. Far vedere loro le immagini e la fantasia che vedo io. Poter fare emozionare qualcuno tramite una serie di suoni ed immagini creati da me.

Screenshots – Video Portobello Road Vintage Store

Scegli uno dei video di cui sei autore e raccontaci qual è stato il processo creativo che ha portato alla sua realizzazione. 

Scelgo il mio primo cortometraggio, dal titolo SHOOT. Lo scelgo perché è il mio primo e vero cortrometraggio “serio”, con una sceneggiatura alle spalle e un lavoro studiato sotto. Tutto è nato quando stavo buttando giù idee per una storia. Ne avevo tantissime ma nessuna delle loro riusciva a convincermi totalmente e così finivo per avere diverse bozze lasciate a metà. A quel punto intervenne un mio caro amico che si diletta nella scrittura e ho chiesto aiuto a lui. In poco tempo è riuscito a prendere le parti migliori delle mie bozze ricavando un’unica sceneggiatura! Ma li ci fu un altro problema: ero solo, non avevo attori e attrici e non sapevo bene come mettere su un piccolo gruppo che potesse aiutarmi.

Fortunatamente studiando cinema all’università ho potuto fare affidamento sui miei amici e compagni di studio che non solo mi hanno messo a disposizione attrezzatura e talento, ma mi hanno dato anche la possibilità di girare in casa loro, dato che si prestavano perfettamente alla storia. Erano le location che cercavo. Il cortometraggio è molto particolare, ha una strutura circolare e forse ad una prima visione non è facile coglierne il senso, ma sono queste storie che mi piace raccontare (e vedere). E’ stata un’ottima palestra in cui ho imparato tantissimo, sia a livello di pre produzione che di produzione vera e propria.

Si, ha i suoi difetti, ma ci sono molto affezionato!

SHOOT – di Iacopo Navari from Iacopo Navari on Vimeo.

Senza pensarci troppo: dicci tre cose che ti piacciono.

Cinema, viaggiare, il mio cane!

Attualmente la qualità elevatissima della maggior parte dei dispositivi elettronici, la vasta gamma di prezzi disponibile e la relativa facilità d’uso consente a molti di possedere i mezzi necessari per cimentarsi in produzioni video (lo stesso vale anche per la fotografia). Penso alle reflex digitali per riprese in HD, i-phone, smartphone, ecc.

Quanto conta per te l’attrezzatura che si utilizza e quanto invece l’idea che è alla base del progetto?

Io credo che la cosa più importante sia avere una buona idea. Se si ha un’ atrezzatura costosissima e professionale ma non si  hanno idee, è come avere una Ferrari e non saperla guidare. D’altra parte girare con una relfex in FullHD ti permette di avere una qualità che con una videocamera in SD non si riesce a raggiungere e fortunatamente ormai i costi sono diventati decisamente accessibili. Chiunque ormai può fare il suo film e sopratutto distribuirlo al mondo intero su internet semplicemente con un clik.

Io al momento sto girando tutti i miei lavori con una Panasonic DVX100BE, una delle ultime videocamera in SD, ancora su MiniDV e non su scheda della Panasonic. E’ un ottima videocamera nonostante sia ormai datata, ma permette di girare in progressivo e di avere una qualità quasi cinematografica. Però comincio a sentirne i limiti e la tecnologia si sa va sempre avanti. Ecco perché sto per ampliare la mia attrezzatura puntando su una reflex e si sa che ormai gran parte dei videomaker la utilizzano (e persino registi Hollywodiani).

Inoltre grazie a certe attrezzature potrò dedicarmi ad alcuni progetti che ho in mente,  che altrimenti non riuscirei a fare.

Backstage – Cortometraggio


Stai lavorando a qualche progetto in particolare in questo  momento, o hai in mente qualcosa per il futuro?
Per il futuro ho diversi progetti. Uno di questi è un cortometraggio,  una storia romantica con tinte fantascientifiche. Nello scrivere la sceneggiature mi ispiro a due dei miei registi preferiti:  Spike Jonze e Michel Gondry. Non vedo l’ora di poterlo realizzare!Ci tengo veramente tanto a questo progetto. Il secondo progetto invece consiste in una serie di video, 7 per l’esattezza, uniti tutti da un unico filo conduttore, ma preferisco non parlarne molto ora, per scaramanzia!

Vorresti segnalarci un altro giovane videomaker da seguire?

Vorrei segnalarvi  Armando Marchetti. Un videomaker che per prima cosa è anche un mio caro amico. Ha un grandissimo talento e sono sicurissimo che in futuro si sentirà parlare di lui.

Ci suggerisci un video musicale da guardare alla fine di questa intervista?
Un video che adoro è il video degli Arcade Fire, “The Sububs”, diretto da Spike Jonze. Amo questo regista, che da qualche anno si sta dedicando anche al cinema.
Sogno di poter realizzare un video del genere un giorno!

Un ringraziamento a Iacopo per averci dedicato un pò del suo tempo!
Sito – Facebook – Vimeo – Twitter.

Oggi vi presentiamo la prima intervista a videomaker di Gianna Magazine!

Se vi va di mostrarci i vostri lavori potete segnalarceli tramite mail all’indirizzo info@benedettagianna.com oppure potete iscrivervi al nostro gruppo su Vimeo e caricare lì i vostri video!

Il nostro primo ospite si chiama Iacopo Navari e questi sono gli indirizzi a cui potete trovare tutti i suoi lavori e contatti.

SitoFacebookVimeoTwitter.

Ecco quello che ci ha raccontato.

Presentati:

Ciao a tutti! Mi chiamo Iacopo, ho 28 anni e sono Toscano. Vivo nella ridente Versilia dove da anni mi dedico al videomaking, sia per quanto riguarda lavori su commissioni che per quanto riguarda progetti più personali.

Video musicali, spot, lungometraggi, corti, animazione, documentari, live, televisione… ce n’è per tutti i gusti. Tu perché hai deciso di voler diventare un videomaker e come hai iniziato? 

Sin da quando ero piccolo ho sempre amato inventare storie. Ho assimilato cinema fin dalla tenera età e a 15 anni sono entrato in possesso della mia prima telecamera.  Da li è stato tutto un susseguirsi di eventi: con il tempo ho conosciuto altre persone con la mia stessa passione realizzando i primi video “fatti in casa”. Poi decisi di iscrivermi all’università e ovviamente scelsi il corso di cienema all’Università di Pisa.  Grazie a quello ho conosciuto ulteriori persone e colleghi a cui potevo affiancarmi.

La mia carriera da videomaker è iniziata abbastanza di recente, se ci riferiamo a lavori su commissione come videoclip o spot, ma sono anni ormai che mi dedico a questo tipo di lavori. Perché ho deciso di diventare un videomaker? Perché amo l’idea di poter far vedere ad altre persone quello che vedo io, nella mia testa. Far vedere loro le immagini e la fantasia che vedo io. Poter fare emozionare qualcuno tramite una serie di suoni ed immagini creati da me.

Screenshots – Video Portobello Road Vintage Store

Scegli uno dei video di cui sei autore e raccontaci qual è stato il processo creativo che ha portato alla sua realizzazione. 

Scelgo il mio primo cortometraggio, dal titolo SHOOT. Lo scelgo perché è il mio primo e vero cortrometraggio “serio”, con una sceneggiatura alle spalle e un lavoro studiato sotto. Tutto è nato quando stavo buttando giù idee per una storia. Ne avevo tantissime ma nessuna delle loro riusciva a convincermi totalmente e così finivo per avere diverse bozze lasciate a metà. A quel punto intervenne un mio caro amico che si diletta nella scrittura e ho chiesto aiuto a lui. In poco tempo è riuscito a prendere le parti migliori delle mie bozze ricavando un’unica sceneggiatura! Ma li ci fu un altro problema: ero solo, non avevo attori e attrici e non sapevo bene come mettere su un piccolo gruppo che potesse aiutarmi.

Fortunatamente studiando cinema all’università ho potuto fare affidamento sui miei amici e compagni di studio che non solo mi hanno messo a disposizione attrezzatura e talento, ma mi hanno dato anche la possibilità di girare in casa loro, dato che si prestavano perfettamente alla storia. Erano le location che cercavo. Il cortometraggio è molto particolare, ha una strutura circolare e forse ad una prima visione non è facile coglierne il senso, ma sono queste storie che mi piace raccontare (e vedere). E’ stata un’ottima palestra in cui ho imparato tantissimo, sia a livello di pre produzione che di produzione vera e propria.

Si, ha i suoi difetti, ma ci sono molto affezionato!

SHOOT – di Iacopo Navari from Iacopo Navari on Vimeo.

Senza pensarci troppo: dicci tre cose che ti piacciono.

Cinema, viaggiare, il mio cane!

Attualmente la qualità elevatissima della maggior parte dei dispositivi elettronici, la vasta gamma di prezzi disponibile e la relativa facilità d’uso consente a molti di possedere i mezzi necessari per cimentarsi in produzioni video (lo stesso vale anche per la fotografia). Penso alle reflex digitali per riprese in HD, i-phone, smartphone, ecc.

Quanto conta per te l’attrezzatura che si utilizza e quanto invece l’idea che è alla base del progetto?

Io credo che la cosa più importante sia avere una buona idea. Se si ha un’ atrezzatura costosissima e professionale ma non si  hanno idee, è come avere una Ferrari e non saperla guidare. D’altra parte girare con una relfex in FullHD ti permette di avere una qualità che con una videocamera in SD non si riesce a raggiungere e fortunatamente ormai i costi sono diventati decisamente accessibili. Chiunque ormai può fare il suo film e sopratutto distribuirlo al mondo intero su internet semplicemente con un clik.

Io al momento sto girando tutti i miei lavori con una Panasonic DVX100BE, una delle ultime videocamera in SD, ancora su MiniDV e non su scheda della Panasonic. E’ un ottima videocamera nonostante sia ormai datata, ma permette di girare in progressivo e di avere una qualità quasi cinematografica. Però comincio a sentirne i limiti e la tecnologia si sa va sempre avanti. Ecco perché sto per ampliare la mia attrezzatura puntando su una reflex e si sa che ormai gran parte dei videomaker la utilizzano (e persino registi Hollywodiani).

Inoltre grazie a certe attrezzature potrò dedicarmi ad alcuni progetti che ho in mente,  che altrimenti non riuscirei a fare.

Backstage – Cortometraggio

Stai lavorando a qualche progetto in particolare in questo  momento, o hai in mente qualcosa per il futuro?
Per il futuro ho diversi progetti. Uno di questi è un cortometraggio,  una storia romantica con tinte fantascientifiche. Nello scrivere la sceneggiature mi ispiro a due dei miei registi preferiti:  Spike Jonze e Michel Gondry. Non vedo l’ora di poterlo realizzare!Ci tengo veramente tanto a questo progetto. Il secondo progetto invece consiste in una serie di video, 7 per l’esattezza, uniti tutti da un unico filo conduttore, ma preferisco non parlarne molto ora, per scaramanzia!

Vorresti segnalarci un altro giovane videomaker da seguire?

Vorrei segnalarvi  Armando Marchetti. Un videomaker che per prima cosa è anche un mio caro amico. Ha un grandissimo talento e sono sicurissimo che in futuro si sentirà parlare di lui.

Ci suggerisci un video musicale da guardare alla fine di questa intervista?
Un video che adoro è il video degli Arcade Fire, “The Sububs”, diretto da Spike Jonze. Amo questo regista, che da qualche anno si sta dedicando anche al cinema.
Sogno di poter realizzare un video del genere un giorno!

Un ringraziamento a Iacopo per averci dedicato un pò del suo tempo!
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Oggi vi presentiamo la prima intervista a videomaker di Gianna Magazine!

Se vi va di mostrarci i vostri lavori potete segnalarceli tramite mail all’indirizzo info@benedettagianna.com oppure potete iscrivervi al nostro gruppo su Vimeo e caricare lì i vostri video!

Il nostro primo ospite si chiama Iacopo Navari e questi sono gli indirizzi a cui potete trovare tutti i suoi lavori e contatti.

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Ecco quello che ci ha raccontato.

Presentati:

Ciao a tutti! Mi chiamo Iacopo, ho 28 anni e sono Toscano. Vivo nella ridente Versilia dove da anni mi dedico al videomaking, sia per quanto riguarda lavori su commissioni che per quanto riguarda progetti più personali.

Video musicali, spot, lungometraggi, corti, animazione, documentari, live, televisione… ce n’è per tutti i gusti. Tu perché hai deciso di voler diventare un videomaker e come hai iniziato? 

Sin da quando ero piccolo ho sempre amato inventare storie. Ho assimilato cinema fin dalla tenera età e a 15 anni sono entrato in possesso della mia prima telecamera.  Da li è stato tutto un susseguirsi di eventi: con il tempo ho conosciuto altre persone con la mia stessa passione realizzando i primi video “fatti in casa”. Poi decisi di iscrivermi all’università e ovviamente scelsi il corso di cienema all’Università di Pisa.  Grazie a quello ho conosciuto ulteriori persone e colleghi a cui potevo affiancarmi.

La mia carriera da videomaker è iniziata abbastanza di recente, se ci riferiamo a lavori su commissione come videoclip o spot, ma sono anni ormai che mi dedico a questo tipo di lavori. Perché ho deciso di diventare un videomaker? Perché amo l’idea di poter far vedere ad altre persone quello che vedo io, nella mia testa. Far vedere loro le immagini e la fantasia che vedo io. Poter fare emozionare qualcuno tramite una serie di suoni ed immagini creati da me.

Screenshots – Video Portobello Road Vintage Store

Scegli uno dei video di cui sei autore e raccontaci qual è stato il processo creativo che ha portato alla sua realizzazione. 

Scelgo il mio primo cortometraggio, dal titolo SHOOT. Lo scelgo perché è il mio primo e vero cortrometraggio “serio”, con una sceneggiatura alle spalle e un lavoro studiato sotto. Tutto è nato quando stavo buttando giù idee per una storia. Ne avevo tantissime ma nessuna delle loro riusciva a convincermi totalmente e così finivo per avere diverse bozze lasciate a metà. A quel punto intervenne un mio caro amico che si diletta nella scrittura e ho chiesto aiuto a lui. In poco tempo è riuscito a prendere le parti migliori delle mie bozze ricavando un’unica sceneggiatura! Ma li ci fu un altro problema: ero solo, non avevo attori e attrici e non sapevo bene come mettere su un piccolo gruppo che potesse aiutarmi.

Fortunatamente studiando cinema all’università ho potuto fare affidamento sui miei amici e compagni di studio che non solo mi hanno messo a disposizione attrezzatura e talento, ma mi hanno dato anche la possibilità di girare in casa loro, dato che si prestavano perfettamente alla storia. Erano le location che cercavo. Il cortometraggio è molto particolare, ha una strutura circolare e forse ad una prima visione non è facile coglierne il senso, ma sono queste storie che mi piace raccontare (e vedere). E’ stata un’ottima palestra in cui ho imparato tantissimo, sia a livello di pre produzione che di produzione vera e propria.

Si, ha i suoi difetti, ma ci sono molto affezionato!

SHOOT – di Iacopo Navari from Iacopo Navari on Vimeo.

Senza pensarci troppo: dicci tre cose che ti piacciono.

Cinema, viaggiare, il mio cane!

Attualmente la qualità elevatissima della maggior parte dei dispositivi elettronici, la vasta gamma di prezzi disponibile e la relativa facilità d’uso consente a molti di possedere i mezzi necessari per cimentarsi in produzioni video (lo stesso vale anche per la fotografia). Penso alle reflex digitali per riprese in HD, i-phone, smartphone, ecc.

Quanto conta per te l’attrezzatura che si utilizza e quanto invece l’idea che è alla base del progetto?

Io credo che la cosa più importante sia avere una buona idea. Se si ha un’ atrezzatura costosissima e professionale ma non si  hanno idee, è come avere una Ferrari e non saperla guidare. D’altra parte girare con una relfex in FullHD ti permette di avere una qualità che con una videocamera in SD non si riesce a raggiungere e fortunatamente ormai i costi sono diventati decisamente accessibili. Chiunque ormai può fare il suo film e sopratutto distribuirlo al mondo intero su internet semplicemente con un clik.

Io al momento sto girando tutti i miei lavori con una Panasonic DVX100BE, una delle ultime videocamera in SD, ancora su MiniDV e non su scheda della Panasonic. E’ un ottima videocamera nonostante sia ormai datata, ma permette di girare in progressivo e di avere una qualità quasi cinematografica. Però comincio a sentirne i limiti e la tecnologia si sa va sempre avanti. Ecco perché sto per ampliare la mia attrezzatura puntando su una reflex e si sa che ormai gran parte dei videomaker la utilizzano (e persino registi Hollywodiani).

Inoltre grazie a certe attrezzature potrò dedicarmi ad alcuni progetti che ho in mente,  che altrimenti non riuscirei a fare.

Backstage – Cortometraggio

Stai lavorando a qualche progetto in particolare in questo  momento, o hai in mente qualcosa per il futuro?
Per il futuro ho diversi progetti. Uno di questi è un cortometraggio,  una storia romantica con tinte fantascientifiche. Nello scrivere la sceneggiature mi ispiro a due dei miei registi preferiti:  Spike Jonze e Michel Gondry. Non vedo l’ora di poterlo realizzare!Ci tengo veramente tanto a questo progetto. Il secondo progetto invece consiste in una serie di video, 7 per l’esattezza, uniti tutti da un unico filo conduttore, ma preferisco non parlarne molto ora, per scaramanzia!

Vorresti segnalarci un altro giovane videomaker da seguire?

Vorrei segnalarvi  Armando Marchetti. Un videomaker che per prima cosa è anche un mio caro amico. Ha un grandissimo talento e sono sicurissimo che in futuro si sentirà parlare di lui.

Ci suggerisci un video musicale da guardare alla fine di questa intervista?
Un video che adoro è il video degli Arcade Fire, “The Sububs”, diretto da Spike Jonze. Amo questo regista, che da qualche anno si sta dedicando anche al cinema.
Sogno di poter realizzare un video del genere un giorno!

Un ringraziamento a Iacopo per averci dedicato un pò del suo tempo!
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