Angela Perrini | Intervista

Angela perrini

Angela Perrini | Intervista

Partiamo oggi su Gianna Magazine con una nuova sezione dedicata all’illustrazione in tutte le sue forme e sfaccettature.

Se siete illustratori e vorreste segnalarci i vostri lavori, scrivete a info@benedettagianna.com!

Nell’intervista di oggi, vi presento con molto piacere Angela Perrini, illustratrice, i cui lavori mi hanno colpito fin dal primo sguardo, scatenando nei miei pensieri i ricordi di “me bambina”.

Come lei stessa ci racconta, nei suoi disegni crea delle atmosfere di fantasia, ispirate però da situazioni reali.

Potete trovare Angela e i suoi lavori leggendo il suo blog Rose nell’insalata o tramite il suo album su Flickr. Potete seguirla anche su Facebook e Twitter.

Presentati:

Sono Angela , ho 26 anni e vivo a Putignano, in provincia di Bari e sono un’illustratrice.

In che modo l’illustrazione è entrata nella tua vita? 

Ufficialmente sono un’illustratrice da poco più di un anno, quando ho concluso il mio corso di illustrazione presso la Scuola Internazionale di Comics a Roma. Accanto a questo percorso “guidato” , però, penso ci sia necessariamente un costante approfondimento da autodidatta, una curiosità dilagante da assecondare. Poi, inconsapevolmente ho

illustrato, bene o male, da sempre. C’è stata una ricerca continua verso qualcosa a cui ho dato un nome non troppo tempo fa, a fin dei conti.

Senza pensarci troppo: dicci tre cose che ti piacciono.

L’autunno, il cioccolato, camminare ( in compagnia di musica ).

Materiali e tecniche di disegno sono veramente tantissime: tu quali utilizzi ed in che misura ilcomputer interviene nei tuoi lavori?

Di solito uso tecniche tradizionali. Per la maggior parte dei miei lavori utilizzo gli acrilici, ma quello che mi piace fare è mischiare , anche un po’ istintivamente le tecniche e i materiali. Lo trovo molto divertente. Diciamo che sul podio metterei acrilici, acquerelli e matite.

Il digitale, rappresenta comunque, uno strumento a cui , ormai, non rinuncerei. Lo trovo essenziale per i ritocchi e stimolante per le tante possibilità di creare che offre.

Come definiresti il tuo stile?

In evoluzione. Una definizione assoluta proprio non riesco a trovarla, sento che quello che faccio ha connotati mobili che però si proiettano, almeno per ora, verso sensazioni di cui tento di catturare le suggestioni come ad esempio una delicatezza malinconica, una ribellione decisa ma non violenta verso le “cose che non mi piacciono”, rifugio in mondi diversissimi o molto simili a quello reale, ma in cui un ruolo fondamentale lo gioca la fantasia. La realtà della fantasia, quindi. Una realtà … più imprevedibile.

Ci sono degli illustratori che più di altri pensi abbiano influenzato e ispirato il tuo modo di disegnare?

Sì , certamente. Il mio primo amore è rappresentato sicuramente dai lavori di Rebecca Dautremer. Crescendo, poi, ho scoperto linguaggi così diversi e affascinanti da cui lasciarsi influenzare, che ad elencarli tutti sarebbe un compito che mi metterebbe in seria difficoltà. C’è davvero un mondo meraviglioso da cui attingere a piene mani.

Aggiungo , però, che di solito mi distacco dall’illustrazione per trovare ispirazione,perché a volte è come boccone già masticato (scusate l’immagine poco gradevole) e non da te. Trovare le fonti da cui trarre le suggestioni primarie è più interessante e lascia più libertà d’azione nel rielaborarle. Direi che sono due modi di studio di un’illustrazione che cerco di far andare a pari passo.

Qual è, ad oggi, il tuo desiderio più grande in ambito professionale? 

Allora, vediamo… direi per cominciare, creare uno di quei libri che rimangano nel cuore e nella mente, uno di quei libri che in un modo o nell’altro accompagnano nell’arco di un’intera vita, che sia bizzarro e intenso.

Poi, però,i miei sogni nel cassetto, sono sogni a matrioska in cui non c’è mai l’ultima e dove le grandezze delle matrioske sono inversamente proporzionali alla grandezza e alla fattibilità dei sogni. Direi che di lavoro ne ho da fare !

Ci suggerisci una canzone da ascoltare alla fine di questa intervista?

Sorglega- Sigur Ros

Grazie mille ad Angela per averci raccontato qualcosa di sè.

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