Gianluca La Bruna | Intervista

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Gianluca La Bruna | Intervista

Ci spostiamo in Toscana, a Livorno, per mostrarvi i lavori di un giovane fotografo avvicinatosi da poco alla fotografia, ma con un occhio già molto attento a notare e  a catturare quel momento giusto con quell’inquadratura particolare. Il suo nome è Gianluca La Bruna.

Visitando qui il suo portfolio troverete progetti fotografici che denotano una sua particolare predisposizione al reportage (Afghanistan, Senegal, ecc.), come anche una certa sensibilità per tematiche sociali.

Non mancano poi anche scatti più personali e di vita quotidiana, insomma: ce n’è per tutti i gusti! Vi invito quindi a scoprire il lavoro si Gianluca sia nel sito personale che su Tumblr.

Prima però leggete quello che ci ha raccontato….

Presentati

Ciao! Mi chiamo Gianluca La Bruna ho 27 anni e vivo di base a Livorno, anche se per quanto possibile cerco di muovermi e viaggiare. Lavoro come fotografo freelance e come operatore sociale presso l’associazione Arci di Livorno. In più, ogni tanto aiuto mio padre nella sua cantina di vini.

La fotografia nella tua vita: come e perchè?

La fotografia si può dire che è caduta dal cielo per caso, aiutando un amico a montare una camera oscura. Da lì la curiosità, la scoperta di una macchina fotografica di mio padre circa 3 anni e mezzo fa e poi libri, letture, prove su pellicola, uno stage improvvisato come fotografo di scena quando ancora di fotografia ne sapevo ben poco (non che ora ne sappia granché s’intende); ho sempre più o meno studiato e sperimentato da autodidatta anche se ultimamente mi sto rendendo conto che confrontarsi e condividere  esperienze con chi ne se più di te, ma soprattutto con chi come te non sa bene dove orientarsi,  ti arricchisce più di ogni altra cosa.

E a proposito ultimamente ho frequentato uno workshop con Darcy Padilla dove oltre ad aver conosciuto una persona e fotografa straordinaria ho fatto amicizia con persone splendide.

Cos’è che ti spinge, in un determinato momento, a prendere in mano la macchina fotografica e a scattare?

Nella sostanza quando sto bene e mi sento vivo. Ovvio, il lavoro è lavoro, ma parlo di quei momenti quando fai foto solo per te, per i tuoi progetti e per le tue idee dove le regole di mercato valgono poco e vivi a pieno quello che stai fotografando. Per questo cerco il più possibile di sviluppare progetti a cui mi appassiono particolarmente.

E’ un lavoro molto difficile e lungo ma è quello che, indipendentemente dalla ‘riuscita’, porta più soddisfazione e piacere.

Senza pensarci troppo: dicci tre cose che ti piacciono.

I miei amici, l’odore della mia città quando rientro da un viaggio, gli eccessi.

Come descriveresti il tuo modo di fare foto, il tuo stile?

Rispondo un po’ da paraculo (se mi è passato il termine) e dico che non ho uno stile mio; abituato l’occhio alle foto dei grandi, che guardo e riguardo quasi quotidianamente, non so che stile ho e men che mai quanto mi avvicini ad averne uno mio. Solo una volta una persona che conosco mi ha detto che quando vede una mia foto riconosce che ‘è mia’, beh forse è proprio quello il mio stile.

Cosa ti piacerebbe sperimentare in fotografia?

In realtà sperimento continuamente, ma perché mi annoio molto facilmente e provo autoritratti, lunghe esposizioni, scatto molto a pellicola, anche se è ormai un po’ di tempo che non sviluppo; ma scadendo nel materiale a poterselo permettere mi prenderei una bella M9 e sarei più che soddisfatto.

Qual è, ad oggi,  il tuo desiderio più grande in ambito professionale?

Confesso che mi sono posto questa domanda (molto spesso aggiungerei)  e i punti chiave sono: premi, pubblicazioni importanti, riconoscimenti etc., ed invece ho come la sensazione che abbiano ben poco valore. Certo, sono l’affermazione di una possibile carriera futura e certo nel mio profondo sono ambizioso, ma mi soffermo e sento come mio più grande desiderio il trovare una costanza che mi aiuti a portare a termine i lunghissimi progetti fotografici che ho in mente adesso. Questo mi renderebbe felice.

Ci suggerisci una canzone da ascoltare alla fine di questa intervista?

Bats In The Attic di King Creosote & Jon Hopkins dall’album Diamond Mine e se posso suggerisco di ascoltare l’intero album.

Grazie di questa prima mia intervista

Grazie a Gianluca per averci dedicato un pò del suo tempo!

I link:

http://www.gianlucalabruna.com/

http://gianlucalabruna.tumblr.com/

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