GENOVA PARANOICA – intervista a Emanuele “Habanero” Podestà

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GENOVA PARANOICA – intervista a Emanuele “Habanero” Podestà

L’ospite dell’intervista di oggi si chiama Emanuele Podestà ed è qui per presentarci il suo nuovo libro, “Genova Paranoica”.

Senza svelarvi troppo, posso dirvi che il romanzo è ambientato nella Genova del 1978 e racconta la storia di un uomo che dopo aver finto la sua morte dieci anni prima per curare i suoi gravi disturbi mentali che fino a quel momento avevano condizionato la sua vita, decide di fare ritorno nell’ultima città in cui aveva vissuto prima di costringersi a un esilio volontario, Genova. La decisione è dettata dal ricordo del suo amore, quella donna che aveva abbandonato facendole credere che fosse morto e che non ha mai smesso di amarlo. L’idea che possa essere ancora vivo non la sfiora nemmeno. Tornare alla vita dopo dieci anni per un fantasma non è semplice, alla fine degli anni ’70 tutto è cambiato.

Un valore aggiunto a questo progetto è dato anche dalla presenza di due nomi che sono una garanzia: Cristiano Godano, dei Marlene Kuntz, che ha scritto la prefazione del libro e Alessandro Baronciani che ha disegnato la copertina.

Il progetto è stato realizzato con cura e il risultato è degno di nota! Per chi fosse incuriosito vi comunico che l’autore ha iniziato la scorsa settimana il tour di presentazione del libro in giro per l’Italia e ce ne ha parlato nell’intervista qui sotto…

Genova paranoica

Partiamo dalle presentazioni…

Mi chiamo Emanuele e sono Habanero, come l’abitante de L’Avana, come il peperoncino messicano e, ma al maschile, la danza spagnola.

Dopo “La Vera Storia del Fegato di C. Bukowski” (2009) e “La Sindrome di Bob Dylan (2010) è arrivato il tuo terzo romanzo: “Genova Paranoica”. Come è nata quest’idea di scrivere un racconto ambientato in quelli che furono gli “anni di piombo” e cosa trova il lettore all’interno di questo tuo libro?

I primi due non erano veri e propri libri, ma sono stati esperimenti serviti per avvicinarsi a quella che poi è diventata la forma di Habanero, parlo strutturalmente. Per quanto riguarda GP: non volevo pubblicare questo libro.

L’ho scritto un paio di anni fa, poi l’avevo cancellato dal computer, ma ne conservavo una copia stampata e quando l’ho ripresa in mano mi sembrava di aver trovato le giuste motivazioni: la storia si muove sullo scenario dei sogni spezzati dei ragazzi del movimento del ‘77, la Guerra Fredda e l’alienazione, gli anni di Piombo, la fine di ogni speranza, la morte di Guido Rossa.

Ho trovato le motivazioni nella precarietà: credo che per chi scrive sia importante confrontarsi con la realtà delle cose, anche in un opera di fantasia come questa. È un romanzo storico “gonzo”: la verità non deve essere per forza oggettiva no?

“Genova Paranoica” è edito da “Erudita Editore” insieme a “Habanero”, casa editrice giovane ed indipendente di cui tu sei ideatore: una casa editrice che fa eventi e un’organizzazione di eventi che pubblica libri. Ci racconti brevemente di cosa vi occupate voi del gruppo Habanero e quali sono i vantaggi per un giovane scrittore di pubblicare il proprio libro con una casa editrice indipendente come la vostra?

 

Habanero

Habanero fa cose. Ci prova. Habanero, più che una casa editrice o un’associazione di promoter (cose che comunque proviamo a fare con tutta la professionalità che abbiamo a disposizione) è un nome comune: io sono Habanero, Federico

è Habanero, Edoardo è Habanero, Davide è Habanero, Stefania è Habanero e anche tu che ora stai aiutandoci a far conoscere il nostro progetto sei Habanero. L’idea era quella di creare uno “spazio” condiviso in cui avere l’occasione di proporre le proprie esigenze, per me sono concerti e libri.

Il vantaggio che può avere chi decide di accordarci fiducia nella parte editoriale è quello di fare un percorso di sincerità: siamo una giovane casa editrice, con tutti i pregi e difetti di quello che significa questa affermazione, siamo consci dei nostri limiti (anche se lavoriamo per superarli), ma sappiamo anche quanto amore possiamo provare per ciò che facciamo.

Senza pensarci troppo dicci tre cose che ti piacciono.

Gli aeroporti – l’odore della benzina – camminare.

So che lo scorso 6 giugno è partito il tuo tour per la presentazione di “Genova Paranoica” in giro per l’Italia. Prima tappa,  è stata Roma, con aperitivo, presentazione del libro, concerti e dj set per una serata in pieno stile Habanero. Com’è andata la serata e quali saranno le prossime tappe?

Roma è fantastica. Chi ha organizzato insieme a me quella serata ancora di più. Ora ci saranno Modena con i ragazzi di Emilia Ruvida (12/06), il giorno dopo sarò a Bologna, con me a leggere ci saranno Wu Ming 2 e Max Collini degli Offlaga Disco Pax (la serata è organizzata da Habanero, Miroarchitetti e Inuit, fantastici per l’apporto pratico). Giugno si chiude con Torino (19/06), sono felicissimo di parlare del libro al Blah Blah con un autore che apprezzo, Matteo De Simone, scrittore e cantante dei Nadàr Solo. Ci saranno anche Genova e Bologna. Stiamo organizzando.

Prima di salutarci ci suggerisci una canzone da ascoltare alla fine di questa intervista?

Mentre rispondevo a queste domande ascoltavo “Matter of time” degli Iori’s Eyes. Li porto fra poco a suonare a Genova. Direi questa.

Un ringraziamento ad Emanuele per averci dedicato un pò del suo tempo.

Per assicurarvi la vostra copia di Genova Paranoica potete acquistarla qui oppure scrivere a redazione.habanero@gmail.com

Seguite il tour di Genova Paranoica sulla pagina facebook e fate lo stesso con Habanero: bei concerti in vista!

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